La P.A. e l’approccio “Cloud First” che migliora i servizi

da | 25, Ago 2019 | Sicurezza delle informazioni

A partire dal 1° aprile 2019 la PA dovrà adottare servizi cloud (IaaS, PaaS e SaaS) che siano esclusivamente qualificati da AgID e pubblicati nel Cloud Marketplace. Si tratta di un passaggio importante: di fatto le Pubbliche Amministrazioni sceglieranno i servizi Cloud, sia per infrastrutture, sia per quanto riguarda le soluzioni software e le piattaforme, in modo prioritario e da una lista di fornitori qualificati. Alla PA si chiede dunque di muoversi secondo il principio del “Cloud First”, seguendo quanto disposto dalla Strategia per la Crescita Digitale dettata dall’Agenda digitale sviluppata dal Governo italiano. Il Piano Triennale, che costituisce il programma operativo pratico legato all’Agenda digitale, si pone come obiettivo quello di riqualificare la spesa e conseguire un risparmio in termini di investimenti legati all’innovazione tecnologica.

COSA SIGNIFICA RAGIONARE SECONDO UNA LOGICA “CLOUD FIRST”?

In sintesi, significa abilitare la vera digitalizzazione dei processi e lo svecchiamento delle consuete pratiche di gestione, passando dall’adozione di ecosistemi di nuova generazione, come il cloud. Una strategia che privilegia “la nuvola” permette di osservare, in breve tempo, evidenti vantaggi: una maggiore soddisfazione degli utenti, il miglioramento delle performance degli ambienti di sviluppo e di Disaster Recovery, ma non solo. La flessibilità tipica del cloud va di pari passo con la semplicità di gestione e allocazione delle risorse, dettagli che si ripercuotono poi sui costi da sostenere o investimenti da pianificare nel medio/lungo periodo.

Il Piano Triennale individua progetti strategici e guida l’articolato percorso di trasformazione per migliorare il rapporto tra PA e cittadino attraverso la trasformazione digitale, da svilupparsi seguendo le direttrici della security, della flessibilità e della scalabilità: tutti parametri che solo il cloud può soddisfare senza restrizioni. A questi importanti parametri di scelta e sviluppo progettuale si affiancano i vantaggi in termini di costo/servizio. Di fatto, le piattaforme “as-a-Service” garantiscono flessibilità e opportunità di crescita, livellando costi e riducendo sprechi e inutili ridondanze; elementi fondamentali per tagliare del 50% la spesa annuale per la gestione corrente del solo settore informatico come previsto dalla norma.

La risposta per l’evoluzione e la stabilizzazione dei servizi erogati dalla PA sta dunque nel cloud; non tutti i servizi cloud sono però uguali. Ci sono piattaforme che non rispondono infatti ai requisiti in termini di sicurezza e affidabilità; in alcuni casi mancano specifiche garanzie operative, determinanti per ambienti mission critical. In questo senso, il vincolo di scelta imposto alle Pubbliche Amministrazioni e l’adozione di un Cloud Marketplace qualificato da AgID, rappresentano un importante passo avanti. Adottando il modello specifico “Cloud della PA”, sarà possibile accedere a un ambiente dove servizi e infrastrutture cloud sono certificati secondo stringenti parametri di : sicurezza, affidabilità, resilienza, scalabilità, protezione dei dati e reversibilità.

Ma i vantaggi non finiscono qui, il modello proposto si qualifica per numerose altre variabili che renderanno lo sviluppo dei sistemi omogeno e armonico. Miglioreranno infatti i livelli di servizio proposti, secondo una logica di maggiore accessibilità e usabilità generale. In più, all’interno del Cloud della PA, i differenti servizi saranno interoperabili tra di loro, un dettaglio che faciliterà l’orchestrazione dell’intera architettura. Questa libertà di progettazione e sviluppo si traduce automaticamente in una drastica riduzione di possibili vincoli legati al vendor che, troppo spesso oggi, rendono difficile la migrazione e l’integrazione di nuovi servizi.
Un modello come quello proposto mira inoltre a garantire una riqualificazione dell’offerta di mercato, assicurando ampia scelta e diversificazione, aprendo il mondo dei servizi dalla PA alle piccole e medie imprese italiane, con una importante ricaduta in termini di incremento dell’efficienza dei processi e delle opportunità di scelta.

All’atto pratico, quali saranno i vantaggi per l’ente che deve adeguarsi alla direttiva? Per la PA che deve mettersi in regola con le disposizioni governative si profilano una serie di vantaggi. Tangibili risparmi, maggiore sicurezza degli asset e una superiore protezione dei dati personali. Parliamo di una evoluzione che apre il mercato a una sana competizione e mette a disposizione soluzioni evolute ad alto valore aggiunto, indispensabili per aiutare realmente a digitalizzare il disegno e l’erogazione dei servizi. La strada da intraprendere è quella delle soluzioni “as- a-Service”, facilmente fruibili e integrabili con altri sistemi. Da qui, un vero “front end” del sistema Paese e la capacità di incidere sensibilmente sulla qualità della vita dei cittadini e delle imprese.

(estratto da Magazine Aruba)

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